Come aprire un’impresa in Italia

Aprire un’impresa è sempre un grande passo e prima di qualsiasi cosa, è importante studiare tutto nei minimi dettagli. Solo in questa maniera è possibile ridurre al minimo i rischi e cercare di far salire i profitti.

 

Una buona idea è per esempio affidarsi a un esperto che ci illustri come iniziare senza commettere errori che, soprattutto all’inizio, possono segnare la morte stessa della nuova attività in proprio.

 

Serve infatti avere un budget non solo per la impresa, ma anche uno che ci sostenga nei primi periodi che sicuramente saranno morti. Occorrono delle buone idee e delle strategie ben studiate per poter arrivare agli obiettivi.

 

Ci sono centinaia e centinaia di esempi di imprese di successo che possiamo portare in evidenza, come quelle per esempio che sono presenti su portaleimpresa24.it.

 

Adesso, vediamo nel dettaglio alcune cose importanti per poter partire con il piede giusto.

 

  1. Business plan: è il primo passo. Si tratta di uno strumento importantissimo per avviare un’impresa di successo. Al suo interno sono presenti una serie di informazioni utili, di strategie e di previsioni. Ci sono anche gli obiettivi. Il tutto condito dagli step da seguire per arrivarci.
  2. Budget: occorre un budget per poter far partire il tutto. Quando non si ha disponibile i soldi, è possibile ricorrere a un prestito in banca oppure rivolgersi ai vari investitori sempre in cerca di buone idee imprenditoriali.
  3. Aprire partita IVA: qualsiasi impresa deve possedere una propria partita IVA. Occorre perciò aprire la propria posizione fiscale in base al tipo di attività che si va a svolgere. Un autonomo può all’inizio partire con il regime forfettario, molto più economico ma comunque sono da tenere in considerazioni le limitazioni importanti soprattutto in termini di guadagno. Legato al tema della partita IVA vi è quello del codice ATECO, è questo codice infatti che identifica l’attività economica. Per individuarlo occorre affidarsi a un commercialista.
  4. Individuare il regime fiscale: come dicevo prima è possibile per le nuove imprese iniziare con il regime forfettario. Non tutti i contribuenti possono però sceglierlo ed è possibile aderire solo se si apre un’impresa individuale. Già un’impresa con due o più soci deve aderire al regime ordinario.
  5. Forma giuridica: c’è per esempio la ditta individuale, cioè la partita IVA con un unico responsabile. Altrimenti c’è la SNC (Società in Nome Collettivo) dove ci si può avvalere di uno o più soci. C’è la SAS, dove alcuni soci hanno responsabilità limitata e c’è la SRL dove tutti i soci hanno la responsabilità fino a dove arriva il capitale investito.
  6. Comunicazione unica: con questa comunicazione ci si iscrive al Registro delle Imprese, si apre le posizioni all’INPS e all’INAIL e si fa la dichiarazione di attività alla Camera di Commercio. Il costo varia tra i 400 e i 600 euro.
  7. Posizione previdenziale: alcuni professionisti come medici, psicologi, infermieri etc devono iscriversi a un Ordine Professionale specifico e versare precisi contributi. Per artigiani e professionisti che non hanno una Cassa specifica, c’è la Gestione Separata INPS.

Potrebbero interessarti anche...