Trebbiano Rubicone: il vino che sa di casa

TrebbianoIl vitigno Trebbiano, come testimonia la presenza di cenni alla sua coltivazione in alcuni scritti di Plinio il Vecchio, ha origini antichissime. La sua prima diffusione si ebbe in Emilia Romagna, soprattutto sui colli romagnoli, ma attualmente viene coltivato anche nel Lazio, zona Castelli Romani soprattutto, prediligendo soprattutto terreni fertili e non molto caldi, ma adattandosi facilmente alle più diverse tipologie di terreno e condizioni climatiche.

Il suo nome deriva da “Trebula”, ossia fattoria, nome che starebbe ad indicare un vino ‘casereccio’. Per questo si dice che bere del buon Trebbiano è come tornare a casa, alle origini, al sapore del vino prodotto in casa.

Il Trebbiano è un vitigno a bacca bianca, grappolo medio-grande con un acino di forma sferica e di colore giallo-verde con sfumature ambrate. Il vino che si ottiene è di un bel colore vivo, giallo paglierino, dall’odore forte ma gradevole e dal sapore asciutto e armonico.

Adattandosi facilmente a diversi tipi di clima e di terreno, il Trebbiano è un vino tra i più diffusi e prodotti d’Italia. Inoltre, essendo sufficientemente neutro, può essere impiegato in unione con altri vini dalla personalità più spiccata senza sopraffarli. È pertanto presente nell’uvaggio di decine e decine di vini Doc, sia bianchi che rossi. Tra i vari vitigni, che spesso prendono il nome dalla zona di provenienza o dall’areale di maggiore diffusione, ricordiamo il Trebbiano Toscano, il Trebbiano Abruzzese, il Trebbiano Romagnolo, Il Trebbiano di Soave, il Trebbiano Modenese, il Trebbiano Spoletino e il Trebbiano Giallo.

In particolare, un Igp particolarmente rinomato del vitigno Trebbiano Romagnolo è il Trebbiano Rubicone, vino che accompagna in modo perfetto tanto gli antipasti, quanti i primi piatti leggeri, il pesce e le carni bianche. Il processo di vinificazione avviene pigiando le uve appena raccolte mediante una pigiatrice a rulli che preserva l’acino, convogliandole poi attraverso grosse pompe in una pressa che separa il mosto fiore dalle bucce. Il mosto viene poi lasciato fermentare ad un temperatura di circa 15° che mantiene intatti profumi e caratteristiche tipiche del vitigno. Inoltre, la presa di spuma avviene in tempi di circa sessanta giorni attraverso il metodo Charmat, cosa che gli conferisce il caratteristico perlage fine e persistente e un sapore che riporta note di limone e frutta secca.

Potrebbero interessarti anche...